Comune di Inveruno

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Friuli Venezia Giulia: tra le Alpi e il mare

Il territorio

Dal mare ai monti, da Est a Ovest le distanze, in linea d’aria, non superano i cento chilometri e una moderna rete autostradale le rende facilmente percorribili. In uno spazio ristretto, il Friuli-Venezia Giulia racchiude ambienti, paesaggi, storia, arte e cultura diversificati, che concorrono a formare una realtà varia, articolata e complessa. Dall’anfiteatro montano, sezione terminale dell’arco alpino, si scende all’ampia fascia pedemontana e collinare morenica.

Agli interessanti e svariati aspetti geologici si accompagna la dolcezza del paesaggio punteggiato da numerosi castelli che costituivano, a partire dall’Alto Medio Evo, la linea difensiva di quest’area che, per la sua posizione naturale, era terra di passaggio e spesso di conquista.
L’alta pianura, specie nel Friuli occidentale, è caratterizzata da terreni aridi e permeabili detti magredi, o terre magre, dove anche i fiumi scompaiono e corrono sotto terra per riaffiorare più a valle, in quella che è nota come la linea delle risorgive.

Gli aridi magredi sono oggi resi fertili da un imponente sistema di irrigazione e la rigogliosa zona delle risorgive, con la sua fiorente agricoltura, è caratterizzata dal verde naturale lungo i fiumi e da boschi planiziali.
Infine il salto verso il mare: le ampie lagune di Marano e di Grado e la foce dell’Isonzo disegnano la bassa costa occidentale; a Est la costa diviene alta e rocciosa, con le insenature come quelle di Duino e Sistiana, sino a Trieste e Muggia.

Tradizioni

Il Friuli ha sviluppato nei secoli una radicata cultura autonoma, che si estrinseca nell’uso diffuso di una lingua – il friulano – di ceppo ladino, nella attenta valorizzazione delle numerose tradizioni locali e nella partecipazione ai numerosi riti e manifestazioni, il cui significato va ben oltre l’aspetto folcloristico.

Molte delle tradizioni antiche, intese come modi o necessità di vita, si ritrovano, oltre che nelle feste, anche in lavorazioni artigianali di tessuti e mobili in Carnia, di oggetti di legno in Valcellina (i sedòns che le donne, le sedonère, vendevano in Italia e all’estero), di oggetti e di attrezzi in ferro battuto e rame.
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